mercoledì 3 gennaio 2018

UNA  FAVOLA  “A CAVALLO”
“ a  cavallo ” non nel senso che parla di equitazione… a cavallo di 2 secoli, a cavallo di 2 millenni... una favola cominciata nella seconda metà del ‘900 e che prosegue tutt’ora… nel terzo millennio.
Dunque: le favole solitamente cominciano con “c’era una volta”…bene signori che la favola abbia inizio.
Era trascorso qualche giorno da quando Gesù Bambino era passato quatto quatto la notte di Natale a portare i doni ( nel luogo in cui si svolge la vicenda infatti non è il “nonno vestito di rosso” che porta i doni ma bensì il piccolo Gesù Bambino,e questo ha creato nella mente di tante generazioni domande senza risposta: “ ma come fa un bimbo così piccino a trasportare un sacco pieno pieno di regali?” Diciamocelo: molto più credibile Babbo Natale. Grande e grosso, con la slitta capiente e le renne che corrono veloci.  Poi però la mattina di Natale i regali sotto l’albero c’erano e passava in secondo piano il “come avrà fatto…”).….ancora riecheggiavano i botti di capodanno e i Re Magi erano ormai in dirittura d’arrivo quando, in una notte buia e tempestosa ( chi c’era --e adesso non c’è più-- mi ha raccontato che era la tipica “notte da streghe”. Freddo, vento e pioggia), ad allietare la vita di una famigliola semplice è arrivata una bimba spettacolare.
Da subito la mamma aveva capito che tipetto sarebbe stata la sua terzogenita ( e la mamma è stata la sola persona che ha capito fino in fondo la sua bambina sempre, anche quando bambina non era più. Forse non sempre condivideva le sue scelte, ma l’ha lasciata libera. Libera di trovare la propria strada, libera di sbagliare. Questo è il grande cuore delle mamme).
Torniamo a noi: ancora prima di nascere la pupa aveva dimostrato un bel caratterino, rifiutandosi appunto di nascere allo scadere dei tempo stabilito ( anche se….bisogna fare un piccolo inciso: negli anni ’60 non esistevano le tecnologie delle quali disponiamo oggi, quindi i conti non erano mai proprio esatti, ma tant’è.). La piccina era attesa intorno a Natale, ma chi glielo faceva fare di lasciare la comoda collocazione in grembo alla sua mamma, al calduccio, al riparo, per lanciarsi in un posto del quale non sapeva nulla? Ecco: la bimba aveva trovato la sua “zona confort”, la zona dove tutto ci è conosciuto e non ci sono sorprese.
La Natura però a un certo punto aveva deciso diversamente e aveva inviato alla bimbetta “lo sfratto esecutivo”…a nulla era valso fare ostruzionismo: ci aveva provato con tutte le sue forze. Si era messa di traverso, aveva provato ad opporre resistenza proponendosi “di spalla”…. Loro, là fuori, erano tanti, erano grossi e avevano un sacco di strumenti per obbligarla ad uscire.
È così, in quella notte buia e tempestosa, il 3 gennaio 1963, alle 23,45 , la Grande Madre Terra aveva accolto una figlia in più.

Bionda, occhi azzurri, paffutella.
Eccomi qui com’ero a poco più di 2 anni. Carina vero?
È bello ogni tanto fermarsi un po’ e “guardare indietro”.
Guardare la strada fatta, ricordare chi non c’è più ( ciao Mamma e Papà, ovunque voi siate), ricordare chi fisicamente ancora c’è ma ha scelto di non esserci.
Apprezzare chi c’è sempre, ogni giorno. Anche quando è difficile. Soprattutto quando è difficile. Che a essere amici quando c’è da divertirsi sono capaci tutti. Ma è la strada impervia che ti dimostra chi merita un posto nel tuo cuore.
E poi è bello guardarsi intorno esattamente come faccio io in questa foto : guardare “in giro” , per cercare la propria strada.
E poi guardare avanti. SEMPRE. Perché il compleanno non è solamente “è passato un altro anno…hai un anno in più”. Il compleanno deve essere “nascere di nuovo”. E , forti delle esperienze passate , guardare al domani, essere curiosi.
Un caro amico anni fa a Roma mi ha fatto vedere un filmato. Quel filmato è impresso bene nella mia mente e nel mio cuore. E’ il discorso che Steve Jobs tenne all’Università di Stanford il 12 giugno 2005 e che si conclude con questa frase "Stay hungry, stay foolish" , ovvero un invito ad essere sempre curiosi e un po' folli.
Ecco, il regalo che voglio farmi per questo mio nuovo compleanno è proprio questo: continuare a guardare il mondo con gli stessi occhi di quand'ero bambina ( quindi essere curiosa) e affrontare le nuove sfide con un pizzico di follia.

martedì 3 ottobre 2017

Il Mio Cammino (parte seconda)




ALLENAMENTO

2 giugno….si comincia…
Riva dell’Adige: Da Badia a Castagnaro e ritorno …14 km  non male per cominciare. Le mie gambe la pensano diversamente e il giorno successivo cammino come se qualcuno mi avesse preso a legnate.   Mi fa male tutto , anche le gengive ( non è vero ma un po’ di vittimismo ogni tanto ci vuole).

Non faccio nemmeno in tempo a smaltire l’acido lattico ed è già domenica.    Stavolta voglio farla un po’ più lunga e decido di andare fino a S.Pietro Polesine (25 km). Mi metto d’accordo con mio figlio perché venga a prendermi all’arrivo e parto all’alba.

Qui occorre un inciso : sono una donna completamente priva di senso dell’orientamento ( del resto ho un sacco di altre qualità quindi per non diventare antipatica bisognava privarmi di qualcosa….).    
Per andare a camminare mi affido a Google Maps e le sue piantine…….con questo non voglio dare la colpa a Google Maps dei miei sbagli ma se ti dico “ voglio andare a piedi da Y a X” non puoi farmi percorrere una lunga, lunghissima strada bianca e in fondo a questa solo campi…….nemmeno un viottolino piccino. 
                   
Prima di farmi prendere dallo sconforto  vedo un signore anziano che mi sta scrutando……..il suo sguardo dice : “cossa fala chì , stachì?”   (traduco per i non residenti: “ cosa fa qui, questa?)
Chiedo : -Buongiorno, c’è un modo per arrivare a S.Pietro?-                      
e lui : -da qui si arriva dappertutto…..-  
Penso : -ho trovato un nonnetto drogato…..siamo in mezzo al nulla e mi dice che da qui si arriva dappertutto……….-   
Lui continua :   -se lei segue il campo di grano qui a dx alla fine arriva sulla statale per S.Pietro, se invece vuole seguire quel campo di granoturco che c’è là in fondo a dx , comunque arriva sulla statale per S.Pietro solo un po’ più vicino al paese, se invece vuole costeggiare questo bel campo di girasoli qui a sx alla fine arriverà su una strada sterrata che la porterà dritta dritta in piazza a S.Pietro.-
Opto per il campo di girasoli……mai visto tanti girasoli in una volta sola ( ancora non lo so , ma 2 mesi dopo in Spagna ne troverò un campo ancora più grande che accompagnerà buona parte del cammino di quel giorno) sono ancora piccoli ,i fiori non ancora sbocciati sembrano tante pietre preziose incastonate…costeggio il campo per oltre 1 km e alla fine arrivo sulla strada sterrata …. 
A un certo punto un incrocio …..in giro neanche un’anima e io che proprio NON SO DOVE ANDARE.  
Mi guardo un po’ intorno e in lontananza vedo un campanile…
campanile= paese …  paese= S.Pietro Polesine … mi dirigo tutta contenta verso il campanile …fa un caldo!! In giro , a parte qualche ramarro , non c’è nessuno ( del resto nessun sano di mente cammina sotto il sole di mezzogiorno , così tanto per fare qualcosa…).         
Ormai  avvezza a grandi imprese “taglio” attraverso un campo di mais tenendo sempre d’occhio il “mio” campanile….. non mi sfiora neanche lontanamente l’idea che possa NON essere il campanile di S.Pietro ( paese per altro, che io non conosco)

Ad un certo punto, vuoi per la stanchezza, vuoi per il gran caldo , comincio a fare pensieri “melodrammatici” : -E se adesso svengo qui , in mezzo a ‘ste file di pannocchie…quand’è che mi ritrovano? Ad ottobre quando trebbiano? E hai voglia andare a “chi l’ha visto?” chi vuoi che mi veda qui in mezzo!!-
Esco dal campo di mais e tra me e il campanile c’è solo un boschetto.  
Penso: -adesso arrivo al boschetto, mi siedo sotto un albero al fresco, riprendo fiato e poi riparto.-                                                           
Arrivo al boschetto , mi siedo sotto un albero ma di fresco nemmeno l’ombra……in compenso sotto l’albero ci sono delle belle erbette urticanti delle quali non mi avvedo ma che renderanno la parte scoperta delle mie gambe (dal ginocchio alla caviglia) a strisce di varie tonalità che vanno dal rosa scuro al carminio passando per il porpora. 
                
Riprendo il cammino sempre più stanca e sempre più immersa nella campagna veneta, calda e sconfinata.
Ad un tratto vedo un ragazzo intento a sistemare delle piante di pomodoro in un orto non recintato…mi avvicino e chiedo: 
-Buongiorno , c’è un modo , SENZA TORNARE INDIETRO, per arrivare in piazza?-    
Lui mi guarda incuriosito e risponde :-Eh no, bisogna proprio tornare indietro.-
Mi guarda ancora , probabilmente nei miei occhi legge la disperazione e fa :      
-Sa cosa facciamo? Chiamo mio fratello e la faccio passare attraverso il mio cortile……esce dal cancello , due passi ed è subito in piazza-
L’avrei baciato….in un attimo arrivo vicino alla chiesa, entro in un bar , bevo un the fresco e in quel momento squilla il cellulare.     
             
E’ mio figlio 
-Dove sei?- domanda                                                                        
--Sono appena arrivata…vieni pure a prendermi-                                              
-Viene il papà che io sto finendo un lavoro-
 Dopo 10 secondi mi chiama mio marito :
      -Dove sei?-   
-         --A S.Pietro Polesine-
-         - Sicura?- (un piccolissimo dubbio fa capolino tra le mie certezze)
-      --Direi di sì … ma facciamo così…tu parti e io intanto mi sposto dall’altra parte della piazza e vediamo se trovo  conferma-
Mi sposto dall’altra parte della piazza e un cartello luminoso mi avvisa che è il giorno 7 giugno 2015 , ci sono 42 GRADI , e poi appena sotto   “BENVENUTI A CENESELLI”
Tutto da un’altra parte!!! Evito di raccontarvi come e per quanto tempo i miei cari mi abbiano preso in giro….

Ed episodi simili li ho vissuti praticamente TUTTE le volte che sono andata ad allenarmi.        Allora mi sono fatta furba e ho scelto percorsi sempre abbastanza vicini a casa , così anche perdendomi riuscivo ad orientarmi meglio ….e sempre percorsi ad anello : partivo da un posto e arrivavo nel medesimo … in questo modo non avevo bisogno che nessuno venisse a prelevarmi all’arrivo.
E insomma…tra un allenamento e una pianificazione del viaggio arriviamo ad oggi 5 AGOSTO .  La roba da mettere nello zaino è tutta sul comò insieme alla lista di controllo per non dimenticare nulla.




In questi giorni in ufficio ho fatto orari impossibili per lasciare la scrivania abbastanza libera. Non ci sono riuscita e così andrò al  lavoro anche domattina.


(continua)

venerdì 9 giugno 2017

Il Mio Cammino (parte prima)

                 ( questa foto è mia e ne rivendico tutti i diritti. se ti piace e vuoi usarla, per piacere cita la fonte. grazie)


Quella che vedete qui sopra è la copertina del diario del mio primo Cammino verso Santiago.
E se volete passare un po' di tempo in mia compagnia...ecco l'incipit del diario stesso:



(agosto 2015)


PROLOGO

Quando comincia un viaggio?
Quando si sale in aereo, auto, autobus, moto, nave o traghetto?
Per me il viaggio inizia molto prima … inizia quando per la prima volta pensi al viaggio ... 
questo mio viaggio è iniziato qualche anno fa ….

La domanda di rito è: “ e quanti km hai percorso in questi anni?”
Se togliamo i circa 200 km fatti dal 2 giugno al 5 agosto per allenarmi ... ZERO.
Nel corso degli anni ho messo in piedi una regola : se qualcosa mi “gira intorno” per più di tre volte , vuol dire che merita di essere approfondito.

Prima volta: qualche anno fa sento parlare del “Camino Francés” quasi 800 km dai Pirenei a Santiago.   Primo pensiero: quanti km si potranno fare in un giorno? Una ventina? oltre un mese per farlo tutto ...  potrei farlo quando vado in pensione ... In fondo camminare mi piace….

Due errori di valutazione in un'unica frase.

1.      --E chi ti assicura che andrai in pensione?
2.      --Che ti piaccia camminare non è sufficiente ... per fare il cammino occorrono costanza , perseveranza … tanti km al giorno, TUTTI I GIORNI … non è affatto facile …
Quella volta , comunque , non mi aveva nemmeno sfiorato l’idea di poter fare anche solo una parte del cammino e tutto intero , per il momento ,  non potevo proprio farlo , quindi avevo riposto l’idea nel cassetto.
Ma le idee, quelle belle, sono come i semi che metti sotto una manciata di terra … tu non li vedi più , magari te ne dimentichi , ma loro al buio lavorano e quando meno te lo aspetti , salta fuori una bella piantina.
Seconda volta : viene a farci visita , durante le vacanze estive , una cugina di mio marito . Quando arrivano Lei e sua sorella ( le cuginette Milanesi) è sempre festa. Sono quel genere di persone che è impossibile non amare … non le vedi per un anno e dopo cinque minuti che sei con loro sembra di non essere mai state separate così a lungo.      Tra le tante cose che ci racconta , ci dice anche di aver fatto , in bici , un tratto del “Cammino” , ma di averlo sospeso a causa di qualche disavventura.
Ma non si è persa d’animo , anzi.  Ha già in mente di farlo TUTTO, con un’amica , quando andrà in pensione.
Tanta è la sua passione nel raccontare l’esperienza che aveva vissuto che sento il bisogno di informarmi un po’ di più … internet per queste cose è una vera manna … trovo tante notizie , esperienze .
Ma … ho sempre il problema del tempo: mai avuto un periodo di ferie così lungo … e ancora una volta sono troppo MIOPE per cercare un’alternativa (oggi preferisco pensare che quel giorno non fosse ancora IL MIO TEMPO ) e l’idea torna nel cassetto.
Terza volta : quattro anni fa , più o meno in questo periodo , accompagno mia cugina , quella cugina , nel suo ultimo viaggio. Non era ancora andata in pensione.
Ed è a questo che penso in quell’afosa giornata di agosto … “NON HA FATTO IN TEMPO” e sull’onda dei ricordi, del suo modo di ridere quando raccontava le cose , penso , decido , CHE FARO’ IL CAMMINO … durante la settimana che segue mi informo meglio , cerco di capire un po’ di cose … --cos’è la CREDENCIAL? E la COMPOSTELA? E com’è che S.Giacomo il Maggiore si trova in Galizia?—
Ma anche per quell’anno le ferie finiscono e per l’ennesima volta non se ne fa nulla (chissà che stufo sarà questo mio sogno di entrare e uscire da quel cassetto e non combinare mai nulla!!)

Di una cosa sono assolutamente certa : quando LO FARO’ ( perché sono certa che lo farò) , LO FARO’ DA SOLA. Questo perché credo sia una cosa da fare con i propri tempi, con nessuno che ti sprona e nessuno da spronare , staccandosi da tutti e immergendosi in se stessi.

Arriviamo al 2015 … sono passati sicuramente oltre 6 anni dal mio primo approccio con il CAMMINO ( che ci volete fare … sono come i trattori LANDINI … faccio un po’ fatica a mettermi in moto ma quando parto non mi ferma più nessuno) e a maggio si comincia a parlare di vacanze.
Mio marito esordisce dicendo: -quest’anno , con A. si va in Scozia- ( A. è un amico “recente” che ama fare imprese un po’ particolari nuotando e dipingendo in simultanea).
Chiedo per quando è previsto il viaggio ma non c’è ancora nulla di definitivo.
Ecco … se c’è una cosa che proprio non sopporto è viaggiare alla cieca … tanto , poi , gli imprevisti accadono lo stesso … almeno pianificare l’indispensabile ( biglietti e albergo).            Mio marito dice che con questa smania di programmare tutto , trasformo il viaggio in un incubo. A me invece piace pensare di essere una persona meticolosa.

Passa un po’ di tempo e chiedo se ci sono novità circa il viaggio. NIENTE … è ancora tutto in alto mare.
A fine maggio faccio un ulteriore tentativo ma la risposta è sempre la stessa :               
-dobbiamo ancora decidere … -
Ed è in quel momento che Santiago salta fuori dal cassetto …
-Bene –dico senza scompormi—visto che a me di andare in Scozia ( non me ne vogliano gli Scozzesi) interessa poco o nulla e sei tu quello che deve fare le foto dell’impresa di A. (dimenticavo: mio marito ha la passione per la fotografia ed è veramente bravo … ha quel “quid” in più nel cogliere l’attimo, il particolare … ) sai cosa facciamo quest’anno? Tu vai in Scozia e io vado a fare il Cammino di Santiago-

L’ho appena detto e mi ritrovo a pensare: “cos’ho detto? IO DA SOLA a Santiago? Io che ho oltre 50 anni , la forma fisica di un criceto in pensione , che lavoro in ufficio 10 ore al giorno , 6 giorni alla settimana , attività fisica NADA DE NADA ,io vado a Santiago?”

E la ragazza ottimista e un po’ scriteriata che è in me : “sì cara , tu VAI A SANTIAGO!! Sei talmente abituata a pensare alla tua vita in funzione della tua famiglia che non HAI MAI FATTO NULLA DA SOLA! E se tuo marito non andasse in Scozia , MAI LO LASCERESTI A CASA SOLO PER INSEGUIRE UN TUO SOGNO!! E’ l’occasione della tua vita e se te la lasci scappare  sei veramente scema!!”

 E la donnina coscienziosa : Sì ma … da SOLA … e organizzare tutto , e trovare il tempo per un po’ di allenamento , che non dico diventare Fiona May ma nemmeno assomigliare a Nonna Abelarda … per quanto su Nonna Abelarda ce ne sarebbero di cose da dire … ”

 “Senti bella … finiscila di farti tante PIPPE MENTALI … hai sempre organizzato bellissimi viaggi per te e i tuoi cari quindi questo alibi NON TIENE!  
Viaggerai da sola e ALLORA? Mica vai al CIRCOLO POLARE ARTICO!! Vai in Spagna , paese civilissimo … per quanto riguarda l’allenamento … su questo ti dò un po’ ragione: la tua forma fisica è una NON forma fisica … c’hai da lavorà … ma mancano oltre 2 mesi … impari a scappare dall’ufficio a ore decenti e VAI A CAMMINARE … come vedi ti ho smontato tutti gli alibi…e adesso parliamo di cose serie … comincia ad organizzare il viaggio ,a fare un po’ di prenotazioni, così quando ti verranno i ripensamenti, ti basterà pensare a quanto hai già speso e questo ti sarà di stimolo a non desistere“

ORA: questo dialogo tra le parti è veramente avvenuto nella mia testa…siete quindi liberi di pensare che ho una personalità “disturbata “…….fatto sta che oggi è il 5 AGOSTO   e domani parto per la Spagna.

Dal giorno di quel dialogo ad oggi ho impegnato tutte le mie domeniche  ad allenarmi ( mi sono anche persa ma questa ve la racconto un’altra volta).      
Ho pianificato il viaggio ( ah sì dimenticavo : per me e il tempo che ho a disposizione  oltre 700 km restano troppi … ho optato allora per fare l’ultimo tratto … 111 km da Sarria a Santiago da percorrere in una settimana … 6 giorni di cammino effettivo + una pausa il giorno di S.Lorenzo per riprendere fiato dopo le 2 tappe più lunghe) , ho contattato alberghi e ostelli ( non posso rischiare di arrivare un po’ tardi e trovare tutto occupato ) e insomma : la macchina organizzativa che è in me ha dato il meglio……

(continua)

domenica 4 giugno 2017

Due come noi...


Appunti nel cassetto
27-09-16
Ci sono giorni nei quali prenderei tutta la famiglia e “farei un bel falò”… perché essere famiglia è un bell’impegno … perché mio marito è un uomo pieno di progetti e poiché lavora 6 gg la settimana, ai progetti dedica la domenica, il giorno del Signore, il giorno del riposo.
E fin qui … se lui è contento così … il problema si pone quando sistematicamente vuole coinvolgere anche me nei suoi progetti..io sono convinta che bisogna trovare anche il tempo di riposare … e il tempo per "fare la lavatrice" , e un po’ di pulizie, e la spesa e…e…e… quindi lavorando anch’io 6 gg la settimana, il settimo lo dedico a qualcuna di queste amene attività ( con il Padre Eterno sono scesa a un compromesso: il sabato sera esco dall’ufficio giusto in tempo per assistere alla Messa nella chiesa che c’è sul percorso lavoro-casa … il Signore nella sua immensa bontà sa che se io andassi a Messa la domenica ascolterei un decimo di quello che si legge e dell’omelia, poi i miei pensieri si perderebbero nelle mille cose che mi sono rimaste da fare a casa … il sabato sera invece lo vivo come un vero “regalo” che faccio a me stessa. Per circa un’oretta NON ci sono per nessuno, telefono spento e orecchie ben accese … ascolto , medito e mi ricarico per la settimana seguente).
Capita quindi che, quando per 3 domeniche in fila il marito se la “squaglia” inseguendo i suoi sogni, la moglie, al rientro del consorte dall’ennesima avventura, si dimostri , non l’umile ancella pronta ad assecondare ogni singolo desiderio dell’amato, bensì la più cattiva delle Erinni e in un fiume di parole inarrestabile ( come nemmeno l’alluvione del ’51 che colpì pesantemente il nostro territorio) gli dica tutto quello che le passa per la testa … in realtà molto di più di quello che le passa per la testa perché più la donna è nervosa più veloce è la sua lingua … talmente veloce che il cervello non ce la fa a starle dietro.
Proprio ieri leggevo una frase interessante:

“quando una donna si arrabbia,
-il giorno dopo è ancora arrabbiata
-dopo un mese ancora se ne ricorda
-dopo un anno ancora te lo rinfaccia.
Quando si arrabbia un uomo…dopo un minuto non si ricorda nemmeno perché”

Da questo punto di vista io NON sono una donna standard … è pur vero che non dimentico, è pur vero che qualche volta rinfaccio, ma il giorno dopo ho già archiviato e si va avanti ( se non fosse così passerei tutta la mia vita “in guerra” e onestamente non ha senso fare la guerra al mondo intero)
Il giorno dopo questo scambio di vedute ( dove io ho brontolato e brontolato e dove “l’uomo” mi guardava con fare costernato pensando : “ dove è andata la dolce fanciulla bionda con gli occhi azzurri che tanti anni fa ho scelto come compagna? Forse questa signora cattiva l’ha rapita per prendere il suo posto? Forse vuole un riscatto? Forse dovrei strangolarla così finalmente in casa regnerebbe un po’ di silenzio e io potrei riposare ?”) è lunedì, cioè ieri.
Tutta la famiglia “Robinson” sull’onda di una proposta della sottoscritta, sta seguendo un corso di Lingua Veneta … per 7 settimane, 7 incontri in 7 diversi comuni polesani alla ricerca delle nostre “raize” ( le nostre radici). il pargolo per questa lezione ha dato forfait ( ha rimediato dei biglietti gratis per il concerto di Zucchero in Arena…come dargli torto!?) … restiamo io e il “principe consorte”.
Partiamo come sempre un po’ in ritardo ( sappiate che quando io viaggio sola arrivo sempre mediamente con mezz’ora di anticipo, quindi NON è colpa mia).. o meglio: siamo lievemente in anticipo sull’orario del corso ma un po’ in ritardo per quelli che sono i miei standard. Quando arriviamo scopriamo però che il prof è appena arrivato e deve ancora preparare tutto.
Visto che siamo partiti senza cenare decidiamo di fare un salto al bar a mangiare un toast … il baretto è carino, luci soffuse, la tv che passa un programma di canzoni a un volume accettabile … la ragazza al bancone molto gentile, ci prepara i toast e intanto scambiamo due parole, alcune battute … io e il mio “Ragazzo” quando siamo in vena siamo proprio una bella coppia … tipo “Ale e Franz” o “Gianni e Pinotto”… uno comincia le frasi e l’altro le finisce … a noi viene spontaneo prenderci un po’ in giro.
La ragazza risponde alle nostre chiacchiere e intanto ci osserva … a un certo punto dice:
“ voi due siete una coppia strana … è bello vedere persone che sanno scherzare e stare insieme … solitamente la gente entra, ti saluta con un mugugno e poi passa tutto il tempo a guardare il telefonino”. Resto piacevolmente sorpresa da questa affermazione … io lo so che siamo una bella coppia, ben assortita ( magari non tutti i giorni ma per la maggior parte del tempo sì) ma è bello che se ne accorgano anche le persone con le quali interagiamo.
Son lì che mi gusto ‘sto complimento e mio marito mi dice :
“ vedi? Sei tu che ti sottovaluti!!” e io “ probabilmente sei TU che mi sottovaluti…io lo so di essere una bella persona” e via così, a suon di simpatici rimproveri e affettuosi battibecchi per un paio di minuti … a un certo punto alla tv passa una canzone ( porca miseria…l’ho cercata su internet stamattina ma non sapendo il titolo e nemmeno il cantante faccio un po’ fatica a trovare qualcosa) e la ragazza al banco dice :”ecco, voi siete come la coppia della canzone … una coppia speciale”
Cara ragazza del bar “l’incontro”… tu non sai che razza di regalo mi hai fatto dicendo una cosa del genere.
Perché non è sempre facile andare d’accordo (non lo è quasi mai), però che una perfetta sconosciuta, solo guardandoci per 10 minuti decida che siamo una coppia speciale dopo oltre 30 anni di matrimonio..beh SONO SODDISFAZIONI!!


E naturalmente siamo arrivati a lezione in ritardo!!

domenica 7 maggio 2017

Perchè "La Contessa Bionda"?

Perchè bionda lo sono da sempre e Contessa perchè così mi chiamava un cliente che oggi non c'è più...
arrivava in ufficio e chiedeva a chiunque:  " dove zeła ła Contesa?” ( per i non veneti:dov’è la Contessa?) e quando , richiamata dal suono della sua voce gli andavo incontro, si toglieva il cappello, faceva mezzo inchino e diceva : “ e ałora Contesa..come zeła? ( e allora Contessa, come va?)
dicevo prima…il cliente in questione non c’è più e io ogni tanto lo penso con un po’ di malinconia…ho tanti altri clienti ma…..nessuno come quel Gabrio, Veneto doc….un po’ “rustego” nei modi ma con un cuore grande….un personaggio che se capitavi per caso dalle sue parti e suonavi il campanello, non importava che ora fosse, non importava cosa stesse facendo…mollava tutto e in quattro e quattr’otto “pareciava ła toła” ( apparecchiava la tavola) , affettava un salame, stappava una bottiglia e si stava in compagnia fino a sera.
Perché ho aperto un blog? Per scrivere, per condividere…..
Scrivere mi piace, da sempre: tenevo un diario da bambina/ragazzina…. in giovane età ho tenuto una fitta corrispondenza fatta di lettere vere, quelle scritte a mano, quelle che ci mettevano una settimana ad arrivare a destinazione…..più grandicella ho mantenuto la passione della scrittura “evolvendo” la mia corrispondenza con le mail…molto più dirette, veloci…ho un profilo facebook dove ho iniziato a postare qualcosa di quello che scrivo ma mi sono accorta che non è il posto più adatto….così sono approdata qui…questo sarà un po’ il mio diario virtuale, il posto dove condividere i miei pensieri, l’angolino di “quello” che mi passa per la mente…
Dall’incipit di questo post avete capito che il mio cliente era Veneto….anch’io lo sono…orgogliosa di esserlo. Quindi poiché nella vita di tutti i giorni parlo Veneto, qualche volta lo farò anche qui ( magari aggiungendo i sottotitoli per i non residenti J )

Le presentazioni sono fatte ( o meglio…un po’ di me ve l'ho raccontato..il resto al prossimo appuntamento, che mica ci si può scoprire così “tutto e subito”)..non mi resta che augurarvi buona lettura.


                                        La Contessa Bionda