La frase della foto dice: "I
CARRIED THE FLAME"
Ho portato la fiamma.
Ehhh già: io e altri 10000 siamo
stati i portatori di quella fiamma giunta da Olimpia che ha attraversato l’Italia
da nord a sud e che il 6 febbraio arriverà a Milano per dare l'avvio ai giochi
olimpici invernali Milano Cortina.
Ma come ci sono arrivata a portare
la torcia olimpica in una fredda mattina d’inverno? Ancora me lo sto chiedendo …
Bisogna fare un salto all’indietro
nel tempo e arrivare a febbraio 2025.
Un giorno leggo in rete che c’è la
possibilità di candidarsi, come tedoforo, per le Olimpiadi che si svolgeranno ad
inizio 2026 in un gemellaggio tra Lombardia e Veneto, il MIO VENETO.
Penso: “E perché no?” e poi penso
ancora “Se non ora, quando?”
E così compilo il modulo di
richiesta partecipazione.
Mi vengono chiesti i dati
anagrafici, residenza, contatto telefonico e mail.
Poi mi viene chiesta la motivazione
del “perché” voglio diventare tedofora, quali sono i valori olimpici ai quali
mi sento più affine e infine cosa direbbero le persone che conosco per
incentivare la mia candidatura.
Scrivo tutto così, di getto, invio.
Il giorno dopo mi arriva una mail
di ringraziamento per aver compilato il modulo.
Poi il nulla più assoluto per circa
otto mesi.
Nel frattempo, penso a chissà quanti si saranno candidati e sicuramente con più “titoli” della
sottoscritta, quindi, probabilmente, il mio modulo sarà diventato un origami e
finito nel cestino.
Ero e sono consapevole di non
incarnare “l’atleta tipo” … non sono giovane, non sono sportiva, non faccio
attività fisica … insomma le prerogative perché tutto finisse ancora prima di
cominciare, c’erano tutte.
Ogni tanto dicevo tra me e me “vabbè
ci ho provato!”
Poi a fine ottobre mi arriva una
mail che inizia così:
--Ciao daniela
BARBONI,
sei pronto/a ad entrare nella storia dei Giochi?
Congratulazioni! Sei stato/a scelto/a come tedoforo del Viaggio della Fiamma
Olimpica di Milano Cortina 2026.
È tutto vero: sarai uno dei 10.001 protagonisti che attraverseranno l’Italia,
portando con sé l’energia, i valori e lo spirito dei Giochi Olimpici Invernali
di Milano Cortina 2026.
Sarai parte di un racconto collettivo fatto di emozioni, condivisione e
orgoglio italiano.--
La mail prosegue chiedendo se nel frattempo
ho cambiato idea …
--Se hai deciso di NON partecipare a quest’esperienza come tedoforo, puoi annullare la tua
partecipazione cliccando qui. –
E finisce così
--Congratulazioni di
cuore, TEDOFORO: il mondo ti guarda!
Team Tedofori Milano Cortina 2026--
Quello era il momento giusto per
andare su cliccando qui. E annullare la mia candidatura.
E invece testarda come
un mulo vado sul sito e confermo i miei dati.
Poi, solo poi, faccio
mente locale.
M I H A N N O
S C E L T O C O M E T E D O F O R O!!!
A me!?! OoooohhMmioDdio!!!
Leggo tutto quello che
trovo in rete riguardo alla figura del tedoforo moderno e scopro che si
tratta di portare la Fiamma (del peso di circa 1,5 kg) per 200/300 mt .
E così cominciano gli
allenamenti … corricchiando ogni giorno e portando come fiaccola una bottiglia
di acqua da un litro e mezzo.
Voi non avete idea di
quanto lunghi mi sembrassero durante gli allenamenti sti 300 mt!!!
Ancora un po’ di
incredulità c’era ed ero convinta che a ridosso della mia tappa mi avrebbero
detto che ero una “riserva”, quella che a briscola viene detta “scartino” ( ‘na
robetta di poco valore insomma).
Perché poi due domande
te le fai, specie quando scopri che due donne che conosci e che sono mooolto
più giovani di te e mooolto più atletiche di te, hanno compilato il modulo per
diventare tedoforo ma non sono state confermate.
E allora a tavola io,
mio marito e mio figlio facevamo congetture sul “perché” e sul “per come” e io
sono arrivata a questa conclusione: chi ha scelto i 10001 tedofori avrà dovuto
farlo ripartendo in modo equo le quote tra “uomini e donne” (son donna, ci
sta!), di tutte le età (faccio parte dei “meno giovani” ok!), sportivi e non (e
io sono decisamente NON, perfetto!) quindi io, in un certo qual modo incarnavo
una fetta ben precisa della popolazione italiana.
Poi in effetti ho
pensato di essere come la tipa bruttina che si conosce ad una festa: quando la
racconti agli amici che non erano presenti e ti chiedono “Com’è?” tu rispondi “Simpatica”
perché dire “brutta” non ti sembra gentile…
Ecco: ho pensato di
essere stata scelta per “Simpatia” e così mi sono messa il cuore in pace e
ho accettato che qualcosa più grande di me stesse accadendo proprio a me…
I giorni passano, la
tensione cresce, i dubbi sono tanti, le paure pure…
Per come sono fatta io
avrei voluto vivermi l’attesa e “il giorno” in assoluto anonimato e dopo, solo
dopo, raccontarlo un po’ in giro.
Ma ho fatto i conti
senza l’oste o, meglio, sono stata un po’ ingenua: ho confidato questa cosa
alle amiche di un paio di gruppi whatsapp. All’interno di uno di questi gruppi
c’è una giornalista e da lì è stato un crescendo Rossiniano: articolo su tre giornali con tanto di foto, la gente che ti riconosce per la strada e ti chiede
come va … e l’ansia sale.
Gli amici che
condividono con te l’emozione, che cercano in mille modi di incoraggiarti, non
sanno quanto le loro parole non facciano altro che far crescere questa bolla di
inquietudine che ormai ti avvolge.
E arriva il 20
gennaio: inutile dire che ho dormito poco e male. Ho la mia squadra del cuore
con me, (mio marito e mio figlio) comunque vada, sarà bellissimo.
L’incontro è fissato
presso una scuola dove insegna un’amica che come me fa parte del Comitato Biblioteca
e che mi fa un po’ di foto del backstage, una anche con mio marito, che
solitamente, essendo il fotografo ufficiale, non appare mai.
Arriviamo con congruo
anticipo per la consegna delle divise (scopro con terrore che mi consegnano una
divisa di una taglia più piccola rispetto a quella richiesta e che mi sta moooolto
aderente), e nel momento che inizia l’incontro con lo staff per gli ultimi
ragguagli mi sento stranamente tranquilla, mi sento di far parte di questo
gruppetto di 14 persone che oggi farà un pezzo di strada insieme, che forse da
domani non si rivedrà più, ma intanto oggi siamo qui tutti insieme con lo stesso
obbiettivo: portare la luce di Olimpia a spasso per le strade del Veneto.
Io sono la prima della
staffetta, la nr 14: questo significa che aspetterò la lanterna con la fiamma in
arrivo da Nogara… nel frattempo i bimbi del coro intonano prima una canzone
dedicata alle Olimpiadi e poi l’Inno di Mameli… faccio fatica a mantenere l’aplomb
che richiede in quel momento il mio ruolo: ho gli occhi lucidi, c’è tanta gente
intorno a me, per condividere con me questo momento così bello!
Un ragazzo dello staff
mi chiede se sono emozionata, preoccupata e penso che emozionata sì, tantissimo,
preoccupata no…
La fiamma arriva, la
torcia viene accesa e parto: cammino tra due ali di folla festanti e scopro con
tristezza che là in fondo già vedo il ragazzo nr 15 che mi aspetta, che aspetta
“il bacio della torcia” per poter proseguire il cammino …gli dico scherzando “
dai, dai fatti in là che faccio altri 200 metri” poi gli metto una mano sulla
spalla a mo’ di abbraccio e lo lascio andare.
La mia torcia viene
ritirata dallo staff e mi avvio verso l’auto: lungo il percorso incontro i
bimbi del coro che si sono esibiti poc’anzi e una mi chiede “E la torcia?” e io
rispondo “E’ andata avanti…”
E (come direbbe Matteo
Caccia) questa è la mia storia…
Qualcuno stamattina mi
ha scritto “se mai deciderai di fare un’asta con il tuo abbigliamento da
tedofora tienimi in considerazione”
E io ho risposto “se
mai succederà lo farà mio figlio -a mie esequie avvenute- ...adesso cerco una
bella scatola e poi la ripongo in un posto giusto giusto, tra le cose di valore"
Per chiudere con un sorriso questa bella esperienza vi allego le risposte che ho dato compilando il modulo per candidarmi a tedoforo
Dettagli
della motivazione
Perché
desideri essere un tedoforo, che significato ha per te?
Facendo una battuta potrei dire
"o adesso o mai più" nel senso che sono arrivata ad un'età della vita
dove certi treni passano probabilmente una volta sola.
Tornando ad essere la 62enne seria e pacata che sono credo debba essere
un'emozione unica sapere di far parte di un progetto così grande, consapevole
di essere una piccola "cosa", ma di apportare il mio contributo ad un
evento mondiale.
In più, queste olimpiadi si svolgono nella regione che mi ospita dal 1978.
Quali sono i
valori a cui ti senti più affine e come li interpreti?
Credo di poter abbracciare tutti i
valori olimpici ... "lealtà, impegno, solidarietà, rispetto, pace e
uguaglianza" fanno parte della mia vita di tutti i giorni. Sul lavoro, nel
sociale, in famiglia.
Faccio volontariato mettendomi a disposizione nel comune dove risiedo ma anche
a 300 km di distanza prestando servizio in un ostello sulla via Francigena.
ho creato un gruppo whatsapp 5 anni fa per far compagnia agli amici durante il
Lockdown.
Gli amici sanno che, nel momento del bisogno io ci sono.
Se qualcuno
volesse segnalare la tua candidatura, cosa racconterebbe di te?
Che sono tutta matta!! del resto chi
si metterebbe a "leggere libri al telefono" per annullare le distanze
imposte dal Lockdown? IO!
Chi continuerebbe a farlo ancora, dopo 5 anni, tutti i giorni? IO!
Chi organizza incontri ai quali partecipano amici da tutta Italia solo per il
piacere di stare insieme e far conoscere il territorio in cui vivo, perchè se
non facciano noi qualcosa per il posto dove viviamo chi lo farà?? IO!
Questa sono io! Daniela, 62enne veneta, aspirante tedofora.
