sabato 31 gennaio 2026

IL PRIMO COMPLEANNO "DIVERSO"

(Foto: Fonte Web)

La notte sembra scandire i momenti “clou” della tua vita.

Sei venuto al mondo di notte, una fredda, limpida notte di gennaio di 33 anni fa.

Sei stato “amore a prima vista” … ci siamo guardati negli occhi e ho avuto la conferma che eri in assoluto il più bel regalo che potesse farmi il tuo papà!

Ma quali ori, ma quali gioielli, ma quali viaggi in località esotiche!!

Il tuo sguardo è stato allora e continua ad essere oggi il più bel gioiello che potessi ricevere, il più bel viaggio che io potessi desiderare.

Sei nato in punta di piedi, senza disturbare troppo. Hai deciso che era il momento di uscire a vedere il mondo e l’hai fatto con grazia, con delicatezza.

Eri un pulcino biondo con due grandi occhi grigio-azzurri, eredità della nonna Clementina, anche lei nata in uno dei tre giorni più freddi dell’anno.

Hai riempito letteralmente la nostra vita: ci hai insegnato come essere genitori che è sicuramente il mestiere più difficile del mondo ma anche il più appagante.

Quando penso a com’eri da bambino mi tornano alla mente immagini di te che gattoni, di te in giardino con i gatti e i cani, di te più grandicello che mi saluti mentre sali sullo scuolabus…

E poi l’adolescenza con i suoi alti e bassi, con le “sfide” fatte di occhiate e di lunghi silenzi (in realtà mai troppo lunghi)

Ed eccomi qui a guardare di sottecchi il mio “più bel gioiello”.

Vai dritto per la tua strada anche se non è sempre facile … sei “capatosta” come il tuo papà. Quello hai deciso e quello deve essere, senza sconti e senza scorciatoie.

Ma torniamo al fatto che la notte sembra scandire i momenti “clou” della tua vita.

Non perché tu sia un nottambulo, non perché ti piaccia fare le “ore piccole”.

Di notte sei nato, quindi di notte sei diventato figlio e di notte, quasi due mesi fa, sei diventato papà.

Questo è il tuo primo compleanno che vivi in veste diversa: per 32 anni hai festeggiato nei panni del “figlio”, quest’anno festeggi anche con la gioia di essere padre.

Benvenuto nel club!!

Ti aspettano anni che non riuscirai ad immaginare finchè non si compiranno … ti aspettano notti in bianco, poppate a tutte le ore … e poi i primi passi, le prime paroline, la bicicletta con le rotelline per non cadere e una volta tolte le rotelline la tua mano che terrà il sellino fino a quando capirai che il tuo baby ha trovato un suo equilibrio e può pedalare da solo.

E la bicicletta può essere proprio una metafora della vita: accompagniamo i nostri figli prendendoci cura di loro finchè capiamo che possono fare da soli … in quel momento togliamo la mano dal sellino e ci fermiamo a guardarli pedalare verso il loro futuro.

E questo che fa di un uomo un “papà” …lasciare andare il sellino al momento giusto, fermarsi a riprendere fiato e, nel caso di qualche piccola caduta, accorrere per disinfettare un ginocchio sbucciato, consolare, asciugare due lacrimoni e spronare a risalire subito in bici che la strada della vita è lunga e piena di bellissime sorprese.

Sono sicura che sarai un ottimo papà e il vostro “Piccolo Principe” un figlio fortunato!

BUON COMPLEANNO FIGLIO MIO.💖

"Se riuscirai a riempire l'inesorabile minuto

Con un istante del valore di sessanta secondi,

Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,

e--quel che più conta--sarai un Uomo, figlio mio!" (R.Kipling -IF-)


Pooh .Figli-

 

giovedì 29 gennaio 2026

LA PANCHINA ... QUELLA PANCHINA

(Foto: Fonte Web)

-Il primo dei tre giorni della merla, logico che faccia così freddo!!- pensa la donna chiudendosi bene il cappotto intorno al collo mentre ammira il lago.

E’ stranamente sola ma non sembra affatto preoccupata di questa assenza.

Poi la vede arrivare dal fondo del viale … capelli al vento (mai che si metta qualcosa in testa 'sta selvaggia!!), passo “da bersagliera” (così la chiamava il nonno Vittorio “la bersagliera”), piumino aperto che sventola come le lenzuola stese al sole nelle ventose giornate di marzo.

Si ferma un attimo, abbraccia la donna seduta sulla panchina e poi a sua volta si siede cercando di riprendere fiato.

-Scusa, scusa, scusa … oggi “l’universo criato” sembrava tramare contro di me!! Ero pronta per uscire e arrivare qui con un largo anticipo e mi è arrivata una telefonata di quelle che non finiscono più!! Chiudo la comunicazione, apro la porta per scappare alla chetichella e arriva un fornitore che non vedevo da tempo e mi attacca un pippone kilometrico … ci mancavano solo l’invasione delle cavallette e la pioggia di rane e poi eravamo a posto!! Ho avuto paura di non fare in tempo!-

-E secondo te io andavo via senza aspettarti? Ci vediamo una volta l’anno e me lo perdo perché sei un po’ in ritardo? Ma neanche se arrivano le locuste!! Dai dai racconta cos’hai combinato dall’ultima volta che ci siamo viste!-

Ha gli occhi che luccicano … è sempre così quando guarda la sua bimba … tutto l’amore si riflette nei suoi occhi che brillano.

Alza una mano, le accarezza una guancia …l’altra si appoggia a quella carezza, vorrebbe non finisse mai.

-Ohhh mamma, da dove comincio?? Il 2025 è stato come i fuochi artificiali alla fine della fiera … bello, colorato, rumoroso, un po’ incasinato ma bello, bello, bello.  Il 2024 era stato tutto l’opposto e non ti avevo raccontato niente per non farti rattristare, ma del 2025 ne ho così tante di cose belle che non so da dove cominciare … no, non è vero, so da dove cominciare: comincio dalla cosa più bella, che è arrivata proprio quando l’anno si apprestava a chiudere i battenti … SONO DIVENTATA NONNA!! Sembra impossibile vero? Eppure a inizio dicembre è arrivato Enea ed è in assoluto la gioia più grande dell’anno appena trascorso. E tu sei diventata Bisnonna!! Aumentiamo tutti di grado con l’arrivo del nostro “Piccolo Principe”!! Vedessi che bello che è!! E quando mi guarda, nel suo sguardo, nel colore dei suoi occhi ritrovo i tuoi, esattamente come quando suo padre era piccolino.

Poi cos’altro? Io e il Boss abbiamo fatto qualche viaggetto, c’è sempre la mia “famiglia pellegrina allargata” che è una famiglia un po’ matta come me fatta di persone bellissime, continuo a essere la presidente della biblioteca, continuo a “leggere libri al telefono” … con il Comitato continuiamo a gestire “Giallo in Abbazia” che ci sta dando un sacco di soddisfazioni (sono finita anche su Rai3 per pochi secondi per raccontare il nostro festival del Giallo)

Proprio per merito di questo festival ho conosciuto persone splendide, sono nate amicizie bellissime che continuano tutt’ora e poi abbiamo creato “regalami un racconto”… un’antologia di racconti che sarà in vendita per tutto il 2026 e il ricavato andrà ad un’associazione benefica che si prende cura dei piccoli pazienti oncologici. Per promuovere questa iniziativa ho letto un racconto in teatro davanti a un sacco di gente … sapessi che strizza avevo!!

Ogni tanto scrivo e uno dei miei racconti fa parte di una raccolta che è stata presentata ad ottobre scorso a Roma, a Roma capisci!?!

E poi … -

-Calmati un attimo, riprendi fiato che se no mi muori qui su due piedi!! Insomma gli anni passano ma sei sempre lo stesso “argento vivo” di quando eri ragazzina!! Una ne facevi e dieci ne pensavi!!

A quanto pare gli anni che passano non ti hanno tranquillizzata neanche un po’!-

-Ahhh no, per quello son rimasta uguale, anzi forse anche peggio!! Se poi ti racconto l’ultima …-

-Lasciami indovinare … hai dato fuoco alla casa? Hai deciso di aprire un rifugio per gatti? Ti sei iscritta per andare sulla luna?- e intanto ridacchia orgogliosa di questa figlia che non si arrende al tempo che passa e vive ogni cosa con la spensieratezza che hanno i bambini.

-Dai!! Non prendermi in giro!! Non ho dato fuoco alla casa ma il fuoco in qualche modo c’entra … - e sorride sorniona – poco più di una settimana fa ho portato la fiamma olimpica che sta viaggiando in lungo e in  largo per l’Italia direzione Milano dove il 6 febbraio si apriranno i giochi olimpici! E’ stata un’emozione bellissima!!-

-Tu hai fatto cosa? Certo che a te per fermarti bisogna legarti, e poi non sono neanche tanto sicura che basterebbe, saresti capace di fare come Houdini e trovare la maniera di sciogliere i nodi e liberarti!-

Si fermano un attimo, si guardano negli occhi e le parole non servono più.

-Mi manchi tanto … vorrei poter condividere ogni cosa con te quotidianamente- dice lo sguardo della bionda “scavezzacollo”

-Avrei voluto restarti accanto di più ma non ci è stato permesso. Sono così fiera di te bimba mia. Della donna che sei diventata, di tutte quelle cose che combini, che non sempre capisco ma che vedo ti fanno battere il cuore- rispondono gli occhi dell’altra.

E restano così: la testa dell’una sulla spalla dell’altra, in un silenzio perfetto.

Ci rivediamo qui il prossimo anno …

Buon Compleanno Mamma!-💝

Pooh -Ancora, tra un anno-

 

mercoledì 21 gennaio 2026

E QUESTA E' LA MIA STORIA ...


questa foto è mia e ne rivendico tutti i diritti. se ti piace e vuoi usarla, per piacere cita la fonte.
grazie

La frase della foto dice: "I CARRIED THE FLAME" 

Ho portato la fiamma.

Ehhh già: io e altri 10000 siamo stati i portatori di quella fiamma giunta da Olimpia che ha attraversato l’Italia da nord a sud e che il 6 febbraio arriverà a Milano per dare l'avvio ai giochi olimpici invernali Milano Cortina.

Ma come ci sono arrivata a portare la torcia olimpica in una fredda mattina d’inverno? Ancora me lo sto chiedendo …

Bisogna fare un salto all’indietro nel tempo e arrivare a febbraio 2025.

Un giorno leggo in rete che c’è la possibilità di candidarsi, come tedoforo, per le Olimpiadi che si svolgeranno ad inizio 2026 in un gemellaggio tra Lombardia e Veneto, il MIO VENETO.

Penso: “E perché no?” e poi penso ancora “Se non ora, quando?”

E così compilo il modulo di richiesta partecipazione.

Mi vengono chiesti i dati anagrafici, residenza, contatto telefonico e mail.

Poi mi viene chiesta la motivazione del “perché” voglio diventare tedofora, quali sono i valori olimpici ai quali mi sento più affine e infine cosa direbbero le persone che conosco per incentivare la mia candidatura.

Scrivo tutto così, di getto, invio.

Il giorno dopo mi arriva una mail di ringraziamento per aver compilato il modulo.

Poi il nulla più assoluto per circa otto mesi.

Nel frattempo, penso a chissà quanti si saranno candidati e sicuramente con più “titoli” della sottoscritta, quindi, probabilmente, il mio modulo sarà diventato un origami e finito nel cestino.

Ero e sono consapevole di non incarnare “l’atleta tipo” … non sono giovane, non sono sportiva, non faccio attività fisica … insomma le prerogative perché tutto finisse ancora prima di cominciare, c’erano tutte.

Ogni tanto dicevo tra me e me “vabbè ci ho provato!”

Poi a fine ottobre mi arriva una mail che inizia così:

--Ciao daniela BARBONI,

sei pronto/a ad entrare nella storia dei Giochi?
Congratulazioni! Sei stato/a scelto/a come tedoforo del Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026.

È tutto vero: sarai uno dei 10.001 protagonisti che attraverseranno l’Italia, portando con sé l’energia, i valori e lo spirito dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Sarai parte di un racconto collettivo fatto di emozioni, condivisione e orgoglio italiano.--

La mail prosegue chiedendo se nel frattempo ho cambiato idea …

--Se hai deciso di NON partecipare a quest’esperienza come tedoforo, puoi annullare la tua partecipazione cliccando qui.

E finisce così

--Congratulazioni di cuore, TEDOFORO: il mondo ti guarda!
Team Tedofori Milano Cortina 2026--

Quello era il momento giusto per andare su  cliccando qui.  E annullare la mia candidatura.

E invece testarda come un mulo vado sul sito e confermo i miei dati.

Poi, solo poi, faccio mente locale.

M I   H A N N O  S C E L T O  C O M E   T E D O F O R O!!!

A me!?! OoooohhMmioDdio!!!

Leggo tutto quello che trovo in rete riguardo alla figura del tedoforo moderno e scopro che si tratta di portare la Fiamma (del peso di circa 1,5 kg) per 200/300 mt .

E così cominciano gli allenamenti … corricchiando ogni giorno e portando come fiaccola una bottiglia di acqua da un litro e mezzo.

Voi non avete idea di quanto lunghi mi sembrassero durante gli allenamenti sti 300 mt!!!

Ancora un po’ di incredulità c’era ed ero convinta che a ridosso della mia tappa mi avrebbero detto che ero una “riserva”, quella che a briscola viene detta “scartino” ( ‘na robetta di poco valore insomma).

Perché poi due domande te le fai, specie quando scopri che due donne che conosci e che sono mooolto più giovani di te e mooolto più atletiche di te, hanno compilato il modulo per diventare tedoforo ma non sono state confermate.

E allora a tavola io, mio marito e mio figlio facevamo congetture sul “perché” e sul “per come” e io sono arrivata a questa conclusione: chi ha scelto i 10001 tedofori avrà dovuto farlo ripartendo in modo equo le quote tra “uomini e donne” (son donna, ci sta!), di tutte le età (faccio parte dei “meno giovani” ok!), sportivi e non (e io sono decisamente NON, perfetto!) quindi io, in un certo qual modo incarnavo una fetta ben precisa della popolazione italiana.

Poi in effetti ho pensato di essere come la tipa bruttina che si conosce ad una festa: quando la racconti agli amici che non erano presenti e ti chiedono “Com’è?” tu rispondi “Simpatica” perché dire “brutta” non ti sembra gentile…

Ecco: ho pensato di essere stata scelta per “Simpatia” e così mi sono messa il cuore in pace e ho accettato che qualcosa più grande di me stesse accadendo proprio a me…

I giorni passano, la tensione cresce, i dubbi sono tanti, le paure pure…

Per come sono fatta io avrei voluto vivermi l’attesa e “il giorno” in assoluto anonimato e dopo, solo dopo, raccontarlo un po’ in giro.

Ma ho fatto i conti senza l’oste o, meglio, sono stata un po’ ingenua: ho confidato questa cosa alle amiche di un paio di gruppi whatsapp. All’interno di uno di questi gruppi c’è una giornalista e da lì è stato un crescendo Rossiniano: articolo su tre giornali con tanto di foto, la gente che ti riconosce per la strada e ti chiede come va … e l’ansia sale.

Gli amici che condividono con te l’emozione, che cercano in mille modi di incoraggiarti, non sanno quanto le loro parole non facciano altro che far crescere questa bolla di inquietudine che ormai ti avvolge.

E arriva il 20 gennaio: inutile dire che ho dormito poco e male. Ho la mia squadra del cuore con me, (mio marito e mio figlio) comunque vada, sarà bellissimo.

L’incontro è fissato presso una scuola dove insegna un’amica che come me fa parte del Comitato Biblioteca e che mi fa un po’ di foto del backstage, una anche con mio marito, che solitamente, essendo il fotografo ufficiale, non appare mai.

Arriviamo con congruo anticipo per la consegna delle divise (scopro con terrore che mi consegnano una divisa di una taglia più piccola rispetto a quella richiesta e che mi sta moooolto aderente), e nel momento che inizia l’incontro con lo staff per gli ultimi ragguagli mi sento stranamente tranquilla, mi sento di far parte di questo gruppetto di 14 persone che oggi farà un pezzo di strada insieme, che forse da domani non si rivedrà più, ma intanto oggi siamo qui tutti insieme con lo stesso obbiettivo: portare la luce di Olimpia a spasso per le strade del Veneto.

Io sono la prima della staffetta, la nr 14: questo significa che aspetterò la lanterna con la fiamma in arrivo da Nogara… nel frattempo i bimbi del coro intonano prima una canzone dedicata alle Olimpiadi e poi l’Inno di Mameli… faccio fatica a mantenere l’aplomb che richiede in quel momento il mio ruolo: ho gli occhi lucidi, c’è tanta gente intorno a me, per condividere con me questo momento così bello!

Un ragazzo dello staff mi chiede se sono emozionata, preoccupata e penso che emozionata sì, tantissimo, preoccupata no…

La fiamma arriva, la torcia viene accesa e parto: cammino tra due ali di folla festanti e scopro con tristezza che là in fondo già vedo il ragazzo nr 15 che mi aspetta, che aspetta “il bacio della torcia” per poter proseguire il cammino …gli dico scherzando “ dai, dai fatti in là che faccio altri 200 metri” poi gli metto una mano sulla spalla a mo’ di abbraccio e lo lascio andare.

La mia torcia viene ritirata dallo staff e mi avvio verso l’auto: lungo il percorso incontro i bimbi del coro che si sono esibiti poc’anzi e una mi chiede “E la torcia?” e io rispondo “E’ andata avanti…”

E (come direbbe Matteo Caccia) questa è la mia storia…

Qualcuno stamattina mi ha scritto “se mai deciderai di fare un’asta con il tuo abbigliamento da tedofora tienimi in considerazione”

E io ho risposto “se mai succederà lo farà mio figlio -a mie esequie avvenute- ...adesso cerco una bella scatola e poi la ripongo in un posto giusto giusto, tra le cose di valore"

Per chiudere con un sorriso questa bella esperienza vi allego le risposte che ho dato compilando il modulo per candidarmi a tedoforo


Dettagli della motivazione

Perché desideri essere un tedoforo, che significato ha per te?

Facendo una battuta potrei dire "o adesso o mai più" nel senso che sono arrivata ad un'età della vita dove certi treni passano probabilmente una volta sola.
Tornando ad essere la 62enne seria e pacata che sono credo debba essere un'emozione unica sapere di far parte di un progetto così grande, consapevole di essere una piccola "cosa", ma di apportare il mio contributo ad un evento mondiale.
In più, queste olimpiadi si svolgono nella regione che mi ospita dal 1978.

Quali sono i valori a cui ti senti più affine e come li interpreti?

Credo di poter abbracciare tutti i valori olimpici ... "lealtà, impegno, solidarietà, rispetto, pace e uguaglianza" fanno parte della mia vita di tutti i giorni. Sul lavoro, nel sociale, in famiglia.
Faccio volontariato mettendomi a disposizione nel comune dove risiedo ma anche a 300 km di distanza prestando servizio in un ostello sulla via Francigena.
ho creato un gruppo whatsapp 5 anni fa per far compagnia agli amici durante il Lockdown.
Gli amici sanno che, nel momento del bisogno io ci sono.

Se qualcuno volesse segnalare la tua candidatura, cosa racconterebbe di te?

Che sono tutta matta!! del resto chi si metterebbe a "leggere libri al telefono" per annullare le distanze imposte dal Lockdown? IO!
Chi continuerebbe a farlo ancora, dopo 5 anni, tutti i giorni? IO!
Chi organizza incontri ai quali partecipano amici da tutta Italia solo per il piacere di stare insieme e far conoscere il territorio in cui vivo, perchè se non facciano noi qualcosa per il posto dove viviamo chi lo farà?? IO!
Questa sono io! Daniela, 62enne veneta, aspirante tedofora.